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ZACH

Zacharias il Mormone. Bulldozer Band

Dov è la birra? Con questo epiteto dal sapore mexicano, si annuncia in ogni dove Zacharias il Mormone, per gli amici “Zach”, per tutti gli altri… non basta.
Ma non lasciate il microfono acceso quando è nei paraggi, potrebbe impossessarsene e custodirlo gelosamente per il resto della serata. perché come diceva Mescal nel film “Lo chiamavano Trinità”, “questo non l’ho mai picchiato prima… “

BAMBINO

Bambino. Bulldozer Band

Se lo incontrate, lo riconoscerete subito! Bambino, lo dice il nome, è il più giovane della squadra… è un mostro, però è simpatico! Ha messo d’accordo la mano destra e la mano sinistra del diavolo portandoli finalmente sul palco. A lui si deve tutto, ma, tranne noi, solo lui lo saprà.

PAGANINI

Paganini. Bulldozer Band

“Paganini est krande killer, migliore di mondo!” diceva Donald Pleasance nel film “Altrimenti ci arrabbiamo”. E anche quando veste i panni di Rosco Fraker (Agente Steinberg) e suona la batteria, “è un moztro d’astuzia… niente lo spaventa… non ha nervi… non ha cuore… non ha pietà” e questa citazione gli va a fagiolo!

DON COIMBRA

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don Marco Coimbra de la Coronilla y Azvedo è il terzo cugino mai apparso nel film “Non c’è due senza quattro”. Musicista come il fratello maggiore, ha scelto di non seguire la carriera cinematografica, dedicandosi invece alla musica e trovando il giusto riscontro nella Bulldozer Band. All’anagrafe risulta registrato come “Timido”, ma non lasciatevi ingannare: è proprio un mandrillone!

MANOMOZZA

Manomozza. Bulldozer Band

È più conosciuto come Manomozza che come chitarrista. Deve il suo soprannome al lontano cugino don Tonino Percuoco, noto personaggio sempre in combutta con i Marsigliesi. I suoi assoli di chitarra sono come pesci surgelati in faccia: arrivano diretti e lasciano il segno. Si dice che in pancia conservi sempre qualcosa di compromettente, ma sono solo leggende metropolitane…

GALINA + ANGIE

Galina e Angie

Due galline al prezzo di una, cosa chiedere di più? Ma se poi per sdebitarsi, vi invitassero a cena, ricordatevi di presentarvi con dei fiori… di plastica, naturalmente! E poi, tra una baldracca e una bottiglia, una bottiglia e una baldracca… “razzola, Galina! Ti sei scolata una molotov!”